Harajuku e street fashion

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Ciao a tutti! Nuovo appuntamento con la parte culturale di Pillole di Giappone; oggi faremo una capatina a Harajuku, uno dei quartieri di Tōkyō e culla della street fashion giapponese! Per introdurre il discorso vediamo insieme il manga Kamikaze Girls (titolo originale 下妻物語 Shimotsuma Monogatari, lett. “La storia di Shimotsuma”) scritto e disegnato da Yukio Kanesada e Novala Takemoto; l’opera è basata sull’omonima light novel scritta dalla Takemoto, divenuta un film nel 2004.

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Copertina del manga. © Yukio Kanesada&Novala Takemoto/Shogakukan.

TRAMA
Le vicende narrate si svolgono a Shimotsuma, paesino di campagna nella prefettura di Ibaraki. Qui assistiamo all’incontro tra Momoko, una lolita che desidera vivere a Versailles immersa nella cultura francese e nell’estetica barocca, e Ichigo, teppistella di strada e membro di una gang di motocicliste. Nonostante gli attriti iniziali, le due ragazze diverranno pian piano amiche e partiranno alla ricerca di un ricamatore leggendario che potrebbe far divenire realtà i desideri di entrambe.

HARAJUKU, CULLA DELLA STREET FASHION
Harajuku è uno dei quartieri più importanti di Tōkyō, situato nel distretto di Shibuya; le vie principali della zona (nonché le più famose) sono 竹下通り Takeshita Dōri e 表参道 Omotesandō. L’origine della street fashion giapponese risale al 1980, quando si decise di chiudere al traffico le due strade di domenica. Questa chiusura della circolazione permise ai giovani di Tōkyō di ottenere un luogo di aggregazione giovanile in cui divennero frequenti spettacoli di street art e concerti rock. L’ambiente fresco e anticonvenzionale che si venne a creare portò i ragazzi a voler esprimere la loro creatività e personalità anche attraverso la moda e l’abbigliamento, facendo nascere diversi stili in continuo sviluppo.

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Il decoratissimo arco di Takeshita Dōri segna l’ingresso nel quartiere! Photo credits © Chiara Gramaccioni

STILI IN MOVIMENTO
I vari stili che si sono venuti a creare hanno quindi assunto la stessa dinamicità che caratterizza il quartiere; molti si sono modificati col tempo, alcuni sono divenuti ormai obsoleti e altri sono invece in continua creazione. Vediamone alcuni!
Tra le mode popolari agli inizi del 2000, ma ormai superato, spicca il Ganguro; si tratta di uno stile vistoso e a tratti kitsch, i cui elementi principali sono una abbronzatura molto scura, capelli tendenti al biondo platino e correttore bianco utilizzato come ombretto e rossetto. Questo stile nasconde anche un intento di provocazione e ribellione agli standard di bellezza giapponese, che al contrario prevedono una carnagione chiarissima e abiti modesti.
Un altro stile popolare negli anni 2000 è il Decora, che prevede abiti dai colori vistosi e una valanga di accessori! Polsini, bracciali, scaldamuscoli, forcine…chi più ne ha più ne metta! È ancora possibile trovare qualche ragazza decora per le vie di Harajuku, anche se ormai il Fairy Kei è divenuto più frequente: si tratta di uno stile simile al decora e basato sulla moda degli anni Ottanta, che prevede l’utilizzo di colori più tenui e tonalità pastello.

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La modella Rin Rin Doll è una delle lolita più famose e conosciute anche oltreoceano!
Photo credits © tokyofashion.com

PIZZI E MERLETTI: LA MODA LOLITA
Col tempo, la moda di Harajuku ha suscitato interesse oltreoceano, divenendo popolare anche in Europa e negli Stati Uniti. Tra tutti gli stili esportati uno in particolare gode di una grande fama, tanto da portare alla creazione di meet-up ed eventi ad esso interamente dedicati: stiamo parlando della moda Lolita!
La moda Lolita trae la sua ispirazione principale dagli abiti delle epoche vittoriana e barocca, e tramite la fusione di altri stili e sottogruppi è forse lo stile più complesso ed eterogeneo. Si tratta di uno stile modesto, fatto di gonne a campana, calze al ginocchio e bluse con maniche a palloncino. Tre sono gli stili principali, i quali si diramano a loro volta in numerosi sottogruppi che devono sottostare a regole di vestiario ben precise; gothic, sweet e classic. Il gothic lolita mescola elementi barocchi all’estetica gotica, mentre lo sweet abbina elementi barocchi a stampe e pattern di dolci, caramelle e giocattoli. Infine, il classic lolita si rifà a colori più neutri e a un’estetica principalmente vittoriana. Queste sono ovviamente soltanto le linee guida da seguire; l’importante è sperimentare, personalizzare i propri outfit e soprattutto divertirsi! 

Il nostro viaggio attraverso il quartiere di Harajuku e ai suoi mille colori finisce qui. Il tema della moda e dell’abbigliamento ci ha accompagnato per ben due articoli, quindi è il momento di cambiare rotta; il prossimo vocabolario tematico sarà dedicato alla famiglia e al linguaggio cortese! Non mancate, mi raccomando!

A presto,

Lilolilosa


Fonti web:
https://www.animeclick.it/manga/12367/kamikaze-girls
http://lizparrypr.co.uk/a-brief-harajuku-girls-history

Fonti bibliografiche:
Valentina Testa, Gothic Lolita, La nuova moda delle ragazze giapponesi conquista il mondo, Latina, Tunué, 2011.